Andare oltre con i ragazzi dell’hip hop
25 / 6 / 2010 |
Ultima puntata di questa stagione 2009-2010, la terza da quando siamo nati. Una puntata che potremmo intitolare “Andare oltre”. Oltre tutto cio’ che e’ scontato, logico, codificato. Perche’ noi del sociale pensiamo che restituire diritti a chi non ce li ha significhi prima di tutto creare nuove consapevolezze, a cominciare dal ruolo dei giovani, che piu’ degli altri hanno diritto ad essere il presente e il futuro. E allora spazio a loro. Sono i ragazzi dell’epopea hip hop. Arrivano a Roma da 16 paesi del mondo e hanno deciso di fare della vita una grande rappresentazione a tempo di musica, Aeneas, grazie alla quale incontrarsi e unire le loro differenze per una crescita comune.
In studio con Luce Tommasi: Adriano Rossi, italo-peruviano, Cristina Ciccarelli, italiana, Elsa Deng Xue Ying, cinese e Diana Agamez, colombiana. Con loro Alessandra Orsi, responsabile della formazione dei peer educator del Cies, nel progetto “II generazioni: percorsi per l’inclusione socioculturale”. Intervengono a questa ultima puntata della rubrica anche Jerry Longo per l’Enac e Amir Zuccala’ per l’Ens. Nello spazio del blog Josephine Alessio traccia un bilancio di questa esperienza di interazione fra televisione e sito internet e presenta due casi, quelli degli ammalati di epilessia e di parkinson, che grazie al nostro intervento hanno trovato una positiva soluzione. Ospiti della puntata il prof Guido Rasi, Direttore Generale dell’Aifa e il prof Stefano Ruggeri, neurologo e ordinario alla Sapienza di Roma. Ricordiamo ai nostri telespettatori che anche durante la stagione estiva il blog di Altrevoci resta aperto. Per chi volesse continuare a scriverci l’indirizzo e’ altrevoci.blog.rainews24.it
Arrivederci
http://www.rainews24.it/ran24/clips/2010/06/altrevoci-25062010.flvCommenti
11 Commenti
oggi scrivo ancora più disgustata e sconvolta di qualche giorno fa.
Dopo avere ascoltato l’intervista rilasciata dal dott Rasi in merito alla vicenda pemine….sotto molti aspetti simile alla nostra ho capito che ciò che è mancato è stata la volonta da parte delle istituzioni di risolvere anche il nostro problema.
Non ci sono malati di serie A e malati di serie B….abbiamo tutti il diritto di essere trattati allo stesso modo…ma soprattutto è dovere dell’aifa garantire a tutti indistintamente l’accesso ai farmaci…soprattutto se questi sono salvavita!!
cara Josephine grazie per l’interessamento sulla vicenda maliasin e grazie per averci fatto conoscere uno dei maggiori responsabili di questa situazione il quale, nonostante tutta la sua ignoranza sulla vicenda (tanto da non sembrare vera ma preparata a tavolino,
ha provato a far credere la preoccupaione, l’interessamento e gli interventi a 360 gradi da parte dell’AIFA in questo “periodo di transizione” per sostenere e soluzionare il problema di 100 (CENTO!) persone. Simili dichiarazioni sarebbero state ridicole già un anno fà, oggi a distanza di sette mesi dalla mancanza di maliasin sono uno schiaffo a migliaia di persone che soffrono e fungono da cavie ad alternative incerte. Si vergoni Prof. Rasi
cari amici, vi ringrazio per le belle parole! noi facciamo tutto ciò che è possibile e una cosa è certa: la nostra mission è stare accanto a voi tutti. le persone che soffrono per noi hanno la priorità assoluta!
con affetto
josephine alessio
Cara Josephine Ho già scritto i nostri dati ifficiali, è L’AIFA (PINOCCHIO)che inventa buggie ogni giorno per coprire le colpe che solo loro hanno. 7.700 persone ollo sbaraglio ce le hanno mandate loro ,i grandi Scenziati ai quali l’AIFA si rivolge per continue prove scentifiche sono braccia rubate all’agricoltura ,in quanto molecole a base di caffeina si usavano un tempo quando non c’era altro,e aggiungerei per il Prf Rasi che se bastava la caffeina ,andavamo tutti al bar a risolvere i nostri problemi.(noi vogliamo essere curati con il Maliasin)
Un’altra cosa vorrei far presente al Prf. Rasi che quella che Lui chiama sonnolenza, è difficiltà di concentrazione, ipnosi dormire gran parte della giornata,irrigidimento dei muscoli facciali depressione ,non farcela ad andare al lavoro ,allora vuol dire che siamo daccordo, visto che con questi effetti collaterali non si può ne lavorare e tantomeno far vita sociale
andremo a casa sua perchè è LUI che ci sta obblicando a tutto questo.
La nostra determinazione è sempre più forte ,più sentiamo sciocchezze e più siamo derminati .
Sicuri di essere nel giusto andremo sempre più avanti ,tireremo via tutta questa immondizia .
Marta.
Cara josephine a questo punto ho deciso di scrivere a chi di competenza. Come hai saputo da Raffaella le persone che utilizzano il Maliasin sono molte di più di quanto ha detto il Prof. Rasi e queste non credo rivogliano fare dei “tentativi”.
Vorrei inviarti email della lettera che ho preparato quando l’avrò inviata. Fammi sapere qual’è il tuo e-mail. Ti ringrazio anticipatamente.
Cara Josephine,
mi permetta di chiamarla così, perchè le sono infitamente grata per l’attenzione che ha al ns. problema, Lei è la sola giornalista che ha dimostrato interesse alla ns. causa,personalmente ho spedito e-mail a tutte le testate televisive, ho scitto a: mi manda rai tre, a gentile richiesta, a l’indignato speciale, a striscia la notizia e alla redazione di rai news24, nessuno ha risposto. Mi domando, ma hanno tutti paura delle multinazionali? hanno capito che questo è un grosso problema, o credono che noi non abbiamo niente da fare, in tanti anni non abbiamo mai reclamato, se ora lo facciamo perchè questi signori insieme all’AIFA non hanno tenuto conto della nostra salute, hanno messo a rischio la ns. vita, hanno gettato nella disperazione moltissime famiglie solo per i maledetti soldi. Il dott. Rasi farebbe bene se ci ascoltasse,potremmo metterlo al corrente di cose che a quanto pare non conosce. L’Aifa parla solo con i rappresentanti delle associazioni, ma nessuno di noi si sente rappresentato degnamente, comunque non siamo degli appestati, potrebbero anche riceverci, non facciamo del male a nessuno (noi).
A Lei Josephine, la ringrazio ancora cordialmente.
Cara Josephine…
ti siamo infinitamente grati per quanto stai facendo. Purtroppo dentro di noi si alternano sentimenti contrastanti….siamo stati eccitatissimi quando abbiamo saputo dell’incontro del 4 giugno e del fatto che avresti intervistato Rasi..,
poi è subentrato l’orrore quando abbiamo sentito ancora una volta una persona che si arrampicava sugli specchi…., non sapeva cosa dire….avrebbe dovuto sapere molto meglio cosa dire, avrebbe dovuto scusarsi con gli Italiani per avere fallito…per avere lasciato qualcuno senza le appropriate cure…
è subentrato l’orrore e la rabbia quando abbiamo saputo di Maria…lei mi aveva mandato la sua scheda personale…firmata di suo pugno…c’era scritto…: sono in casa di cura, stanno facendo diverse prove senza risolvere nulla…vorrei riprendere il maliasin, ma come? Potete aiutarmi? Prima ero una persona autonoma ora no…
Non si può dimenticare che a causa della superficialità mostrata da troppe persone che detengono il potere una donna è morta. Perchè è stato troppo facile dirci di passare al fenobarbitale ….e lavarsene le mani…
caro claudio, non sono soddisfatta tanto per l’intervista e per le promesse fatte in trasmissione, ma per l’ incontro che c’è stato il 4 giugno, dopo mesi di attesa, tra la federazione italiana epilessia e l’AIFA. questo lo ritengo un punto di partenza, non di arrivo!
con affetto
josephine alessio
Scrivere una lettera quando si è arrabbiati non è facile. La rabbia annebbia le idee e le mie in questi mesi lo sono state a sufficienza per questo maledetto caso del Maliasin.
Le persone che sono state coinvolte, controvoglia, in questa situazione, si trovano a dovere valutare una situazione che supera, e di molto, le situazioni che ci saremmo aspettati di affrontare per una gestione, criticabilissima, del ritiro del farmaco in questione.
Abbiamo più volte sentito parlare di dati che poi si sono rivelati smentiti dalle cifre. Si presentava in maniera riduttiva una situazione come se fosse un capriccio di un bambino viziato. L’ultima intervista del dott. RASI, Direttore Generale dell’AIFA mi aveva lasciato molto perplesso e con me moti altri.
Ora, tuttavia, ci troviamo ad una persona che è deceduta. Le case della morte, da un punto di vista medico, non sono in grado di giudicarle non essendo un medico. Sicuramente la persona in questione è stata anche lei coinvolta, in un periodo in cui sono subentrate altre cause, in quel cambio di cura delle crisi epilettiche, che abbiamo insistentemente sottolineato come il punto cruciale e che è stato trascurato nel processo decisionale da parte di AIFA.
Nella lettera del nipote della signora deceduta e nella sua cartella clinica i medici troveranno i motivi che hanno portato alla morte. Mi chiedo se c’è qualcuno, guardando negli occhi il nipote, disposto ad asserire con sicurezza che la variazione delle cure per le crisi epilettiche della signora, non abbia giocato un ruolo, anche minimo, sulla salute di sua nonna.
Sarebbe opportuno che tutti leggessero questa lettera su : http://www.gruppomaliasin.altervista.org/nostrestorie.html
La faccenda è ben più complessa di quanto possa sembrare. Non siamo un centinaio come riferito dal Dott.Rasi….100 ( per l’esattezza) sono le persone di cui gruppomaliasin ha nome cognome e mail. Ma moltissime altre sono rimaste nel buio perchè non hanno la possibilità di usare internet. I dati ufficiali non parlano di 100 persone …ci sono 120.000 scatole da 50 confetti vendute annualmente. Dove sono gli altri…??
facendo una stima approssimativa circa 7.000 persone utilizzavano il maliasin.
Abbiamo fatto tutte queste ricerche da soli…e ringraziamo le regioni che ci hanno immensamente aiutato fornendoci i dati esatti dei consumi….
Adesso il problema non può essere più nascosto….
Non vogliamo provare …rivogliamo il nostro farmaco…
Raffaella
Cara Josephine,
la tua soddisfazione, per essere riuscita ad intervistare il Direttore Generale dell’AIFA, è giusta.
Tutti noi dobbiamo un riconoscimento all’intera redazione di RaiNews24 per il lavoro svolto.
Il numero delle persone che vi devono questo riconoscimento comincia a diventare sempre più significativo. Le cifre citate da Marta Marina ed Elisabetta si discostato di poco fra di loro.
Ora il dott. Rasi deve prendere atto del fatto che il problema è stato sottovalutato ed è più grande del risicato centinaio che continuano a citare. La tendenza a sottostimare il problema continua quando si parla di “un po di sonnolenza” se si sostituisce il Maliasin con il fenobarbital sotto forma di Gardenale o Luminale.
Ho sentito parlare di molecole alternative come la caffeina e altre, senza uno specifico riferimento, perché non era in grado di citarle, che però, per ciascuno di noi significherebbe fare nuovi tentativi sul modo di reazione al nuovo farmaco.
Questo atteggiamento mi preoccupa, perché, con il periodo di ferie alle porte, rischiamo di trovarci in settembre nelle stesse identiche situazioni attuali.
Mi auguro che sia il cado che mi porta a vedere lo scenario in modo poco ottimistico o, forse, sono stati gli atteggiamenti passati che mi costringono ad essere cauto.