La voce dei precari
April 13, 2011 |
Voci fin troppo note, quelle dei precari, che hanno dato vita in questi giorni ad una manifestazione nazionale in difesa dei loro diritti. Un dato per tutti: secondo l’Istat, nel nostro Paese, i contratti a tempo indeterminato sono calati, tra chi ha meno di 40 anni, del 27% rispetto al 2007, che è stato l’ultimo anno prima della grande recessione. Ma sono molti i modi in cui si puo’ fare una protesta sociale. In studio con Luce Tommasi, due autori, Francesco Camattini e Alessandro Sgobbio, che il 14 e 15 aprile debuttano al Teatro Due di Parma con uno spettacolo intitolato “Opera popolare interinale” per coro e piccola orchestra precaria. Nello spazio del Blog, restiamo in tema di fasce deboli: parliamo di terza età e di case di riposo. Josephine Alessio intervista Luigi De Vittorio, vice presidente dell’Auser
http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2011/04/altrevoci-precari.flv
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Parlo in qualità di educatore, è da 6 anni che sono laureata mai sono stata chiamata per un colloquio di lavoro, perchè?
La risposta che mi è stata sempre data è stata la troppa distanza in quanto vengo dalla Sicilia oppure non ho esperienza, la risposta che invece mi sono sempre data io è stata quella che la nostra figura di educatore è oramai svalutata leconseguenze si vedono nei nostri giovani es.bullismo, anche il corso di laurea viene visto come un corso secondario dove ci si iscrivono quelli che non hanno molte capacità intellettive, in realtà le cose non stanno così i giovani hanno bisogno di essere indirizzati dalle famiglie e dalle istituzioni se ciò manca loro vanno allo sfascio e, non dobbiamo dire la società va a rotoli ma siamo noi che la stiamo facendo denigrare e le conseguenze le pagheranno i nostri figli percorrendo strade vietate e a senso unico e allora chi deve risolvere questa situazione? La nostra legge attraverso gli educatori la cui funzione è quello d indirizzarli con l’aiuto dei propri cari a seguire a retta via ai nostri futuri. Caricolleghi invoco tutti a farsi che alla nostra figura venga data l’importanza che in realtà merita e che da essa dipenda tutta la nuova generazione affinchè intraprenda la giusta via.quindi siamo compatti a far rivalutare la figura dell’EDUCATORE.
Buongiorno Josephine,
le scrivo per aggiornarla sulla situazione di Rosario Monda, l’operaio della Fiat di Pomigliano. Certamente ricordera’ che dopo essere stato licenziato, Rosario aveva ottenuto una sentenza del giudice del Tribunale di Nola che ne imponeva il reintegro. La sentenza è datata 19 marzo 2009 ed è diventata definitiva, perchè la Fiat non ha proposto appello. Ebbene in tutti questi mesi per Rosario nulla è mutato. Nel frattempo Rosario e la sua famiglia riesce a tirare avanti solo a prezzo di enormi sacrifici e con la solidarietà di chi sta loro vicino e non sappiamo fino a quando questa situazione continuerà .
Certo di un suo nuovo interessamento,la saluto,
Andrea Vitale
La figura degli Educatori oggi è sottovalutata da tutti, in primis dalle istituzioni scolastiche, sanitarie, ospedaliere, nei centri di rieducazione ecc., in secundis dai genitori, la nostra figura è importante per aiutare i ragazzi in un educazione formativa e continua che gli permetterà di relazionarsi tra coetanei, tra genitori , tra soggetti ecc. Vorrei ricordare che l’educazione primaria viene impartita dai genitori mentre quella secondaria dalle istituzione scolastiche ed ecco che rientriamo noi Educatori, purtroppo oggi si assiste ad una amara realtà nella società , come affermava il dott. Prisciandaro, non vi è più dialogo tra genitori/figli essi non hanno la pazienza né di seguire i propri figli né di indirizzarli, con la conseguenza che dedicano sempre meno tempo per ascoltarli e consigliarli, sia perchè i genitori lavorano , sia perché sono stanchi ecc.. questo atteggiamento di incomprensioni tra genitori/figli, tra insegnati/scolari e corsisti porta i ragazzi a chiudersi a riccio, alle volte si perdono per strada, alle volte manifestano il loro disagio con violenze fisiche o psichiche verso coetanei, questi ragazzi avrebbero bisogno del nostro supporto, altrimenti potrebbero potrebbero perdersi. Purtroppo la nostra figura è presente solo in qualche sporadica istituzione, questo perchè c’è molta ignoranza e scarsa considerazione degli educatori anche da parte delle istituzioni. Noi educatori possiamo aiutare e seguire i ragazzi sin dal 1° anno delle scuole medie per proseguire in questo iter personale e formativo, li seguiamo, li indirizziamo ci prendiamo cura di loro in un processo che va dalla cresciata formativa, cognitiva, crativa, professionale ecc., La figura dell’Educatore è importante per sia per genitori sia per i ragazzi, purtroppo c’è molta ignoranza, menefreghismo, pigrizia bisogna affidandare i ragazzi al personale qualificato che gli consentirebbe di seguirli sia nel percorso scolastico sia nel percorso formativo e nella crescita individuale, indipendentemente dal percorso di studi che l’adolescente voglia intraprendere tenuto conto dell’obbligo formativo, anche nel voler procedere gli studi con i corsi regionali ke permetterebbe ai ragazzi di acquisire conoscenze cognitive, creative, professionali, anche post obbligo formativo. Spiace notare ke nei corsi professionali vi sono spesso i “cosiddetti educatori”(ke sono solo diplomati) ke occupano il nostro posto di Educatori, (noi laureati) e ke abbiamo conoscenze umanistiche, scientifiche ecc. Anche in questo caso Il dott. Prisciandaro faceva presente ke noi Educatori dovremmo scendere in piazza per far riconoscere la nostra figura e le nostre competenze. Siamo amaregiati da tutto cio’, anche nell’ assistere a queste indecenze, ma noi educatori faremo sentire la nostra voce anche attraverso le manifestazioni, perchè siamo dei professionisti rispetto a chi si spaccia per educatore senza professionalità e senza competenze e senza titoli.
Spesso si ha la tendenza a dimenticare che una risposta Pedagogica è spesso molto più efficace di una farmacologica, e che tutt’al più si ricorre a fare fornire queste risposte da altri specialisti che non hanno le competenze giuste…
nella società odierna funziona così: tutti possono fare il lavoro Pedagogico e nessuno può fare quello degli altri…”es: quello dello psicologo o del neuro-Psichiatra…”
QUESTA è LA SOCIETà IN CUI COMBATTONO QUESTI PROFESSIONISTI E A CUI SI STA FACENDO DI TUTTO PER RUBARGLI LA PROFESSIONE.
Educatori e Pedagogisti sono una realtà economica-professionale diffusa in tutto il territorio, ma la mancanza di regolamentazione ha fatto diventare questa professione la meno retribuita e garantita sindacalmente. Nonostante l’alto valore umano e professionale delle prestazioni rese le paghe si attestano sulle 4,5 euro l’ora e non vi è ancora alcun riconoscimento pubblico, che lascia migliaia di giovani laureati alla mercè business degli affaristi del terzo settore. Ad aggravare la già precaria situazione, a Medicina parte il corso triennale per Educatore Professionale, diploma di laurea abilitante, che crea un doppione che da il corpo mortale agli educatori di area pedagogica. Cresce l’Emergenza Educativa e le risposte diventano sempre più mediche, psikiatriche e farmacologiche.