Rainews24 Rainews24

Padri negati, figli negati, due concetti interdipendenti fra loro. Due figure, quella del padre e del figlio, che hanno bisogno di camminare insieme, non solo sotto il profilo dei diritti, ma anche sotto quello affettivo. In studio con Luce Tommasi e Josephine Alessio, Giorgio Ceccarelli, presidente dell’Associazione Figli Negati, che ha promosso un movimento pacifista per difendere il diritto di ogni bambino di amare due genitori e quattro nonni. Interviene a Diritti anche l’avvocato Anna Lanza, componente della Commissione Famiglia del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/03/diritti-30032012.mp4


Commenti

Name (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

Website

Inserisci il tuo commento

caratteri rimanenti

4 Commenti

  1. gaetano il 8 August 2012 alle 9:36 am

    Salve, volevo mettere in evidenza e far conoscere all’opinione pubblica un mio enorme problema personale con l’auspicio di trovare un modo più celere per scavalcare la lenta burocrazia che purtroppo mi attanaglia e che non mi permette di poter vivermi a pieno o anche in parte le due mie figlie gemelle con l’età di quasi tre anni e che non vedo da ormai troppo tempo. Sono un padre disperato, ho 4 (quattro) figlie femmine avute con due donne diverse. Le prime hanno rispettivamente 18 e 16 anni, avute dalla mia ex moglie di cui sono ormai divorziato da circa 12 anni e che abitano lontano a 600 chilometri di distanza nella città di Taranto e quindi per problemi sia economici che logistici le vedo solo 4 volte all’anno. Le altre due hanno quasi tre anni, avute da una convivenza durata circa tre anni, sono gemelle e abitano a circa 150 chilometri di distanza nella provincia di Frosinone (Castro dei Volsci). Vorrei poterle vedere spesso andandole a trovare piu’ volte all’interno o alla fine della settimana e anche se sono in una situazione economica molto grave sono disposto a affrontare qualsiasi tipo di spese di viaggio di andata e ritorno pur di incontrare le mie figlie. Io sono residente a Roma in viale di Tor di Quinto ed essendo un militare sono precariamente alloggiato in una caserma con altre persone pagando comunque la somma mensile di circa 50 euro. Purtroppo stando in queste condizioni logistiche non avendo le possibilità nonchè l’opportunità di far venire le mie due figlie residenti a Taranto, sono costretto ad incontrartle saltuariamente. La madre delle altre due figlie gemelle SI RIFIUTA CATEGORICAMENTE ed INESORABILMENTE di farmele vedere e siccome mi mancano terribilmente a dire che sono avvilito e abbattuto per questa situazione è un eufemismo. Da premettere che invio il mantenimento alle mie figlie di Taranto, così come previsto dalla sentenza del Tribunale di Taranto e per quanto mi è stato possibile ho contribuito al sostentamento anche delle gemelline, ma la madre continua insistentemente a negarsi a qualsiasi tipo di contatto sia telefonico che diretto. Inoltre la stessa oltre a non farmele vedere non mi mette a conoscenza del loro stato di salute, del loro svolgimento della giornata, della loro situazione scolastica e non mi permette neanche di farmele sentire al telefono in quanto mi rifiuta qualsiasi tipo di contatto, mi trasferisce continuamente le chiamate e non risponde ai miei disperati appelli e richieste di incontro con le mie due figlie. Lei economicamente sta bene, ha un lavoro stabile e possiede una casa grande, una al mare, proprietà di terreni con la famiglia ed ancora altre proprietà permettendosi oltre a svolgere una vita adagiata anche un buon avvocato a differenza mia che purtroppo non ne ho facoltà. Inoltre porta in giro le mie figlie in ogni posto al mare e in vacanza, non curandosi dei loro e dei miei bisogni che hanno facendogli mancare la presenza del padre stesso e dei miei genitori in quanto nonni e che sentono anche loro continuamente e costantemente la loro mancanca.
    Questo vuole essere un disperato appello di un padre sempre presente che ha fatto sempre tanto e che alla fine si è ritrovato brutalmente allontanato dalla abitazione della madre delle due gemelle senza aver diritto di poter dare la presenza e l’amore di un padre che ha riconosciuto legalmente e ama i propri figli. Quanto sopra chiedo la possibilità e l’opportunità di poter incontrare quanto prima le mie figlie gemelle in quanto me le nega spudoratamente.

  2. dr.ssa isabella filipponi il 7 April 2012 alle 4:31 pm

    che si potrebbe ovviare verso altre direzioni. Se pur noi rendiamo accoglienti i luoghi di incontro e le nostre professionalità sono atte alle gestione dei casi non sarà mai come essere a casa propria. Alle volte trovo che la decisione di attivare spazi neutri sia presa con leggerezza. Il primo diritto del bambino è stare con i propri genitori ma non è un nostro diritto decidere come devono starci.

  3. dr.ssa isabella filipponi il 7 April 2012 alle 4:26 pm

    sociali del territorio sià più che un mero diritto del bambino di poter stare con il proprio genitore ma un vero e proprio supporto genitoriale. Ma se si arriva a tanto, se i genitori sono così in conflitto tra di loro, non è forse più giusto assistere entrambi in un rapporto affettivo con il minore che il solo genitore non convivente? possibile che tra persone adulte non si comprenda quale sia la decisione più ovvia da prendere? Salvo i casi in cui il genitore sia palesemente “pericoloso” trovo

  4. dr.ssa isabella filipponi il 7 April 2012 alle 4:19 pm

    Il minore che si trova suo malgrado a vivere il divorzio tra i propri genitori il più delle volte diventa la vittima e lo strumento di una rapporto malato tra coniugi che non solo si contendono il figlio ma lo triangolano a tal punto che lo stesso non si sente più libero di essere “filglio”. Nella mia professione ho vigilato su più di un incontro protetto tra uno dei genitori e il proprio figlio e trovo che questo provvedimento preso dall’autorità giudiziaria in collaborazione con i servizi